“San Costanzo dall’òcchjo adorno, famme l’occhjolino sennò n’c’artorno”😉

29 gennaio… San Costanzo oggi si celebra uno dei tre Santi Patroni della città di Perugia!
Eh si perchè il capoluogo umbro ha ben tre Patroni: San Costanzo, San Lorenzo e Sant’Ercolano.

Costanzo da Perugia è stato il primo vescovo di Perugia, che, dopo varie peripezie nelle carceri di Assisi e Spello, fu decapitato il 29 gennaio del 170 ca. vicino a Foligno.

Dopo il martirio, fu portato a Perugia e sepolto non lontano dalla città in, un luogo detto “Areola fuori Porta S. Pietro”, dove sorse la prima cattedrale di Perugia, dedicata al primo degli Apostoli. In questo stesso luogo fu eretta l’attuale chiesa di S. Costanzo consacrata, secondo un’iscrizione esistente nell’antico altare, nel 1205 dal vescovo di Perugia Viviano.

Il 29 gennaio è, per i perugini, una festa religiosa che porta con sé molte tradizioni di carattere folcloristico e gastronomico.

Infatti i perugini in questi giorni sono con le mani in pasta: oggi in tutte le case si prepara il 𝗧𝗢𝗥𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗭𝗢.

Un dolce ricco di gusto e simbologia…

La leggenda vuole che ogni anno, durante la festa, le ragazze nubili vadano nella Chiesa di San Costanzo per chiedere al Santo se si sposeranno entro l’anno. E se si avrà l’impressione che San Costanzo faccia l’occhiolino, significa che le nozze ci saranno, altrimenti, per consolazione, il fidanzato regalerà alla ragazza il tipico dolce, il “Torcolo di San Costanzo” appunto.
A questa usanza è legato anche un detto in dialetto perugino che dice così:
“San Costanzo dall’òcchjo adorno, famme l’occhjolino sennò n’c’artorno”😉
Anche sull’origine della sua forma esistono varie versioni: si dice che il buco rappresenti il collo decapitato del Santo, oppure che la forma a ciambella rappresenti la collana di San Costanzo ricca di pietre preziose (da qui il cedro candito, i pinoli e l’uvetta), che si sfilò al momento della decapitazione, ma anche semplicemente che sia stato fatta così semplicemente per poterla infilare facilmente nei bastoni per essere trasportata ai vari mercati e fiere.

Prima di essere informato, vengono effettuati sull’impasti cinque tagli che rappresentano le cinque porte di accesso al centro storico della città di Perugia:Porta Sole, Porta San Pietro, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta Sant’Angelo.

Nel Cinquecento, il giorno della festa del santo, le ricche congregazioni ne comperavano ingenti quantità per distribuirlo ai poveri.

Oggi alla vigilia della festa viene organizzata la rievocazione: le autorità civili e religiose sfilano per il centro storico portando in omaggio al patrono cinque doni: la corona d’alloro, il cero, il torcolo, l’incenso e il vin santo.

Nel giono della festa patronale, viene allestita, a Borgo XX Giugno – la via che si trova nelle immediate vicinanze della Chiesa dedicata al Santo – la storica Fiera Grande, mostra mercato con banchi di prodotti tipici e artigianato, mentre in Corso Vannucci, davanti a Palazzo dei Priori,  sono distribuite fette di torcolo preparate dai fornai e pasticcieri della città.

Anche a Fontignano, dove abito, il Torcolo è un simbolo importante per tornare a valorizzare la tradizione, la cultura e il buon cibo. Così la Pro Loco da molti anni realizza con la collaborazione dei Forni del posto un torcolo gigante che viene distribuito gratuitamente a tutti i presenti alla Manifestazione (vai al sito).

Beh, anch’io, una toscana trapiantata a Perugia, oggi ho preparato il 𝗧𝗢𝗥𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗭𝗢…e voi lo conoscete?
Ecco per voi la ricetta:
Ingredienti
  • 400 gr Farina ‘0’
  • 200 gr Farina manitoba (adatta per la preparazione di prodotti da forno a lunga lievitazione)
  • 25 gr Lievito di birra
  • 330 gr Acqua
  • 1 pizzico di sale
  • 120 gr Zucchero
  • 170 gr Cedro candito a pezzetti
  • 220gr Uvetta sultanina (rinvenuta a bagno e strizzata)
  • 140 Pinoli
  • 20 gr Semi di anice
  • 50 gr Olio extravergine d’oliva
  • 85 gr di Burro morbido a pezzi
  • 1 tuorlo per spennellare

Procedimento (con il Bimby)

  1. Sciogliere il lievito in circa 300 gr di acqua (1 min/37 gradi/ vel 1)
  2. Aggiungere le farine e impastare 4 min./vel Spiga.
  3. Mettere a lievitare fino al raddoppio. Nel frattempo ho mettere a bagno sia l’uvetta che i semi di anice.
  4. Quando il lievitino è pronto, creare in una ciotola un’emulsione con l’acqua rimasta (30gr), lo zucchero, il sale e l’olio.
  5. Rimettere l’impasto nel Bimby, impostare 6 min/vel Spiga e aggiungere a filo dal foro l’emulsione, dopo di che aggiungere il burro tutto insieme tagliato in cubetti e fare incordare (se necessario prolungare un po’ il tempo).
  6. Nel frattempo scolare bene l’uvetta e i semi di anice e tagliare il cedro a pezzettini.
  7. Rovesciare l’impasto sulla spianatoia infarinata, allargare l’impasto con le mani e incorporare l’uvetta, i pinoli, i semi di anice e il cedro candito e impastare fino ad inglobarli.
  8. Procedere alla pirlatura (arrotondare l’impasto facendolo girare tra le mani o sul piano di lavoro dandogli una forma sferica regolare) e lasciarlo riposare all’aria per mezz’ora circa.
  9. Una volta pronto, formare il “torcolo” torcendo la pasta e dandogli una forma a ciambella chiudendo le estremità.
  10. Non resta che praticare dei piccoli tagli sull’impasto e lasciare lievitare per la seconda volta, per circa un’ora.
  11. Trascorso questo tempo, il torcolo avrà ancora una volta raddoppiato il suo volume.
  12. Ora potete dare l’ultimo tocco: spennellare la superficie del torcolo con il tuorlo dell’uovo sbattuto, che darà quel colore dorato alla superficie.
  13. Cuocere il dolce mettendolo in forno (preriscaldato) a 180 gradi per 35-40 minuti.

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