Nella terra di Aroldo detto Bluetooth

Questa è una terra meravigliosa, così cantano i danesi nel loro inno nazionale. La Danimarca è principalmente natura, con le sue spiagge infinite dell’isola di Rømø, gli immensi spazi verdi dello Jütland, la meta del nostro viaggio. I fiordi consentono al mare di penetrare questa terra fino al suo cuore, tanto per non far dimenticare il suo legame con i mari, perché ne è circondata ed una delle tante cose da vedere è lo scontro tra il Mare del Nord e il Mar Baltico nella punta più settentrionale del Paese. I danesi sono orgogliosi della loro nazione, ogni casa ha un asta per issare la bandiera, detta Dannebrog, che significa “panno danese”, la tirano fuori sia per un festa nazionale, un evento sportivo, che per ricorrenze più intime come il compleanno del capofamiglia. Il loro attaccamento alla Nazione si riflette anche nella vita di tutti i giorni con un educazione civica che a volte imbarazza chi come noi non è abituato; i cittadini controllano gli altri cittadini in modo che le regole vengano rispettate e, la poca polizia presente rimane quasi disoccupata. Anni fa ci fu anche la proposta di abolire l’esercito, perché sono talmente pacifici che sembravano soldi sprecati mantenerne uno. Infatti, per i danesi, che pagano tasse altissime, lo sperpero di denaro pubblico non esiste, tutte le risorse vengono impiegate nel sociale, questo fa si che i figli fino alla maggiore età sono a carico dello stato per ogni esigenza, dall’acquisto di un libro, alle cure dentali. Proprio per questo motivo la Danimarca è anche un paese a misura di bambino, con parchi divertimento ovunque e di ogni genere, popolati da coppie con almeno 3 o 4 figli. Anche gli orari di lavoro sono pensati per la famiglia, con uffici e negozi che aprono tardi e chiudono presto per i nostri standard, ma così facendo la mattina si ha il tempo per portare i bambini a scuola ed il pomeriggio per portarli a giocare. La Danimarca è nelle ultime posizioni per quanto riguarda la distribuzione dei redditi, noi all’opposto, ed anche il senso di tolleranza è altissimo, sono convinti che i divieti non risolvono il problema. Ecco perché la Danimarca è un paese da visitare in camper, abituati ai divieti di casa nostra, ci si trova intimoriti da questa ospitalità, benvisti ovunque, il camperista da queste parti non è sinonimo di “zingaro”.
Lasciata l’autostrada nr. 7 che attraversa la Germania ci immergiamo subito nello Jütland, (suddiviso in settentrionale, centrale, meridionale), per poi giungere a Mogeltønder presso la prima delle tante aree di sosta gratuite, situate sempre in posizione centrale per favorire la visita del paese. Dopo le due lunghe tappe che ci hanno portato fino a qui vestiamo i panni dei viaggiatori lenti, cominciamo con il passeggiare per questo tranquillo paesino dall’aria fiabesca. Qui si trova una delle più grandi chiese dello Jütland, in stile semplice, con interni in legno ed il Votivskib, un modellino di nave appeso al soffitto in segno di ringraziamento per essere scampati a naufragi. In genere si tratta di navi esistenti o esistite, un ulteriore legame tra il territorio e l’uomo, questa volta in versione religiosa. Un’altra attrazione turistica è il castello Schackenborg, residenza del figlio minore della regina, dove il principe, avendo studiato agraria, coltiva la terra circostante…in Danimarca anche i reali sono differenti! Non bisogna il lasciare il paese senza essere entrati da Højer Pølser, il salumificio più famoso della Danimarca, i suoi variegati prodotti pluripremiati vengono fatti degustare con un bicchierino di vino, naturalmente non siamo usciti dal negozio senza aver comprato qualcosa. Andiamo sull’isola di Rømø per avere un assaggio della natura danese, arriviamo a bordo mare attraverso la spiaggia carrabile di Lakolk, il posto si estende per chilometri, ma nonostante questo è affollatissimo, salgo sul tetto del camper e vedo centinaia di mezzi scintillare al sole a perdita d’occhio. Le spiagge carrabili sono diffuse sulla costa ovest danese, con i nostri pesanti mezzi ci si può accedere in sicurezza, il fondo battuto e migliore dell’asfalto, comunque in caso di difficoltà ci sono dei mezzi di soccorso per trainare chi si affonda. Ci spostiamo in un’altra spiaggia, meno famosa e meno affollata, Sonder ci accoglie tra decine di aquiloni e Landsailing, che sono dei piccoli carri a tre ruote su cui è issata una vela, il divertimento consiste nel farsi trasportare dal vento sulla battigia. Ne approfittiamo per scendere le bici e arrivare fino al porto attraverso una ciclabile che si snoda tra la natura circostante la spiaggia.

in bici tra le spiagge danesi

Al porto troviamo tutti seduti nei localini che servono pesce, perché in Danimarca si mangia a tutte le ore, resistiamo alla tentazione di una frittura di pesce che inonda l’aria con il suo profumo, perché rimettersi in sella dopo sarebbe un problema. Da qui ci spostiamo a Ribe, visto i pochi chilometri di distanza da un luogo all’altro in una giornata si cambia scenario agevolmente, la più antica città della Danimarca. Viottoli acciottolati e case a graticcio ci fanno fare un tuffo nel passato, con oltre 100 edifici protetti come monumenti nazionali. Da giugno ad agosto, tutte le sere una sentinella medievale vi accompagnerà in un giro del paese tra storie e stornelli. Per la tappa successiva, parcheggiamo il camper vicino al porto di Esbjerg e saliamo sul traghetto che in 5 minuti ci porta sull’isola di Fanø, dove vi è un villaggio tipico di pescatori e molto frequentata nel periodo estivo dai locali. Veniamo attirati da un insegna “Terra di Toscana”, conosciamo un italiano che ha pensato di avviare un’attività e far conoscere i prodotti toscani ai danesi in vacanza su questa striscia di terra. Una volta ritornati sulla terra ferma ci dirigiamo verso il monumento principale di questa città, il Mennesket ved Havet (L’uomo incontra il mare), quattro sculture dalle sembianze umane alte 9 metri di un bianco abbagliante, che guardano il mare. Furono costruite per festeggiare il centenario della città e per uno sfondo da utilizzare per la foto delle vacanze, e funziona visto la gente in posa ai loro piedi. Continuando a salire a nord, lungo la costa, ci fermiamo a Blåvand, una spiaggia dove durante la seconda guerra mondiale furono costruiti numerosi bunker, che un artista danese ha trasformato in muli, aggiungendo una testa ed una coda in metallo alla struttura di cemento armato, creando un particolare sfondo su questa spiaggia immensa, che ospita anche un faro a segnalare il punto più occidentale dello Jütland. Saltiamo la visita al faro perché abbiamo scelto di vederne un altro, il Lyngvig Fyr, che essendo tra i più alti, con i suoi 228 scalini, una volta giunti in cima regala una vista mozzafiato.

lyngvig fyr

Le rose selvatiche presenti sui sentieri che conducono alla spiaggia completano la cartolina che vi si presenta davanti. Nel vicino paese di Søndervig si trova la mostra delle sculture di sabbia, ogni estate viene scelto un tema differente, a noi tocca l’era glaciale in tutte le sue varianti di dinosauri. Opere di dimensioni imponenti vengono realizzate da artisti provenienti da svariati paesi, Italia compresa. Per la sera ci dirigiamo al Bovbjerg Fyr, dove parcheggiati sulla scogliera ammiriamo dapprima le evoluzioni dei temerari in parapendio e poi uno di quei tramonti che non si dimenticano, nonostante il forte vento freddo non molliamo la posizione finche il sole non sparisce nel mare. Da qui si arriva, attraverso una delle onnipresenti pista ciclabile, anche alla Trans Kirke, suggestiva chiesetta con una vista fantastica.

Bovbjerg fyr

L’indomani nel proseguire verso un altro faro, può sembrare ripetitivo ma ognuno ha caratteristiche, storie e posizioni differenti, ci fermiamo nel piccolo borgo di Thyborøn. Il motivo è la visita ad una casa, la Sneglehuset, completamente rivestita di conchiglie, con decorazioni varie, tutto raccolto in 25 anni da un pescatore, che con questa opera ha voluto omaggiare la moglie. Una sosta non programmata è quella in un mercatino delle pulci; qui è usanza radunarsi nella proprietà di qualcuno e mettere in vendita tutte le cianfrusaglie che si hanno in casa e garage, un ottimo sistema per tirare su qualche soldo e fare pulizie. I clienti sono i passanti i quali, anche se non comprano niente, non lasciano il prato senza aver speso qualcosa in birra e wurstel, diciamo che più che affari è un modo danese di ritrovarsi e socializzare. Giungiamo al nostro obbiettivo, il faro di Rubjerg Knude nel tardo pomeriggio, ora ideale per percorrere il chilometro che separa il parcheggio dal faro. Il sole che comincia ad abbassarsi dona una luce particolare al luogo. La particolarità di questo faro è la sua lotta contro la natura, ricordandoci quanto essa sia potente. Costruito agli inizi del 1900 a 200 metri dalla costa su uno strapiombo di 60 metri, ora si trova insabbiato, tanto che negli anni 60 fu chiuso perché le tempeste di sabbia lo rendevano invisibile, Nel 1980 fu riaperto come museo dedicato alle dune di sabbia in movimento, ma nel 2002 venne nuovamente chiuso e nel giro di pochi anni le strutture alla base crollarono inghiottite dalla sabbia. Si calcola che il faro abbia gli anni contati: nel giro di una decina di anni dovrebbe cadere in mare.

Rubjerg Knude

Tanto per rimanere in tema andiamo a fare una scalata alle dune conosciute con il nome di Råbjerg Mile, alte 40 metri circa, si muovono di una quindicina di metri l’anno verso la foresta lasciandosi dietro un strato di sabbia umida. Per chi non ama la sabbia l’alternativa di questa zona è il Nordsøen Oceanarium, l’acquario più grande dell’Europa settentrionale, quattro piani di acqua salata. Un ulteriore richiamo alla sabbia lo si trova visitando la Den Tilsandede Kirke, una chiesa dedicata a San Lorenzo, patrono della gente del mare. Anche qui si lotta con la natura, la sabbia che circonda questa zona cominciò a sotterrarla nel 1600, allora decisero di scavare un sentiero per permettere ai fedeli di partecipare alle messe, la lotta impari continuò fino al 1800, poi fu quasi completamente demolita, ed oggi rimane in piedi solo la torre. Come punto di sosta ci rechiamo al porto di Skagen, dove si può usufruire dei servizi per i diportisti, lavatrice, asciugatrice, ecc. Una parte delle banchine è occupata dai tipici ristorantini, qui il pesce fa da padrone e viene proposto in numerose varianti, naturalmente questa volta cediamo ai profumi. La mattina successiva ci alziamo presto, molto presto, per andare al mercato del pesce, in un grande capannone poco distante, affacciato su una banchina, i pescherecci scaricano il frutto della loro notte di lavoro, che però non sempre va bene. Le casse vengono portate all’interno del capannone, un banditore comincia ad elencare il contenuto ed il prezzo, con una nenia da predicatore, tra rilanci e offerte nulla rimane invenduto. Per proseguire la giornata ci rechiamo in bici a Grenen, dove la Danimarca termina, una punta di sabbia larga alcuni metri, dove il Mare del Nord e quello del Baltico si congiungono, scontrandosi, perché la differente salinità e colore marcano un confine nell’acqua. E’ possibile raggiungere il punto dell’incontro tra i due mari con i Sandormen, ovvero dei trattori che trainano un rimorchio adibito al trasporto di passeggeri. Da qui inizia la nostra discesa verso sud, passando dalla natura alla cultura. Aarhus ed il suo stile di vita universitario, città moderna piena di giovani, con uno stupendo museo d’arte, l’ARoS.

museo aros

Ispirato alla divina commedia, nei suoi 9 piani si passa dall’inferno al paradiso, una spettacolare galleria a 360° formata da vetri colorati, per ammirare la città in tutte le tonalità. La tappa successiva ha un collegamento tra la storia ed il moderno, la piccola cittadina di Jelling, dove si trovano le pietre runiche, questa zona è stata dichiarata patrimonio dall’UNESCO. La pietra più piccola fu fatta erigere da Re Gorm in onore della moglie, mentre il figlio Aroldo I, soprannominato dente blu, ordinò l’altra pietra per consacrare l’espulsione degli svedesi dal suolo danese e quindi l’unione della Danimarca in un unico regno (che allora comprendeva solo la penisola dello Jütland) sia come territorio che come religione (dal paganesimo al cristianesimo). Aroldo I è come se fosse sempre presente nella nostra vita quotidiana, perché il protocollo di connessione Bluetooth, che usiamo con i cellulari e altri dispositivi, proviene dal soprannome di Aroldo I, Bluetooth vuol dire dente blu. La meta finale del nostro viaggio nello Jütland sarà Legoland, il famoso parco divertimenti nei pressi di Billund, della fortunata serie di costruzioni dal successo mondiale. Tutto nasce da un carpentiere in crisi, tale Ole Kirk Christiansen che cominciò a costruire giocattoli in legno, il nome Lego nasce dall’espressione danese legodt (gioca bene), poi in seguito si accorsero che in latino lego può significare unisco. Mentre state leggendo queste righe in qualche parte del mondo qualcuno ha acquistato delle scatole di Lego, visto che la stima è di almeno 7 ogni secondo, perché nonostante la tecnologia la Lego è in cima alle vendite di giocattoli.

ingresso legoland

Noi c’immergiamo nel parco, che oltre alle più disparate giostre spericolate, offre la ricostruzione a mattoncini dei principali siti danesi e del mondo, con l’aggiunta di effetti di movimentazione meccanica per riprodurre la vita quotidiana. Quale miglior modo di concludere il viaggio, perché viaggiare vuol dire conoscere, ma anche divertirsi.

Se volete vedere il fotoalbum completo lo trovate su Questa è una terra meravigliosa mentre la parte relativa alla Danimarca delle isole lo trovate su Un ponte per la Scandinavia ed il video A spasso per la Danimarca
Buon Viaggio

INFO UTILI
COME ARRIVARE
La Danimarca si raggiunge attraverso l’autostrada tedesca nr. 7, gratuita, dal confine italiano del Brennero è necessario percorrere all’incirca 1100 km, durante i quali è possibile pernottare nelle numerose aree di sosta presenti appena fuori dall’autostrada, nelle cittadine adiacenti.
LINGUA
Oltre al difficilissimo danese, ovunque si parla tedesco, sembra essere la seconda lingua, oltre all’immancabile inglese.
VALUTA
Nonostante la Danimarca faccia parte dell’Unione Europea, i danesi hanno mantenuto la loro valuta denominata corona (krone), si trova in moneta da 50 øre (frazioni di corona) 1, 2, 5, (monete argentate forate al centro) 10, 20 (monete color bronzo). Le banconote sono in taglio da 50, 100, 200, 500, 1000. Tasso di cambio, 1 Euro = 7,4602 DKK. Ovunque sono accettate le carte di credito, anche per un caffè, che costa tra le 15 e le 40 dkk, un litro di gasolio lo trovate sotto le 10 dkk.
DOVE SOSTARE
Nonostante sia ufficialmente vietata la sosta libera, è praticamente tollerata ovunque, come sempre occorre chiedere ai gentilissimi danesi. Vi è la possibilità di sostare in quasi la totalità dei parcheggi, salvo divieti specifici, che sono a pagamento dalle 9 alle 18. Sono presenti numerose aree di sosta, nella maggior parte dei casi gratuite, inoltre in quasi tutti i porti è possibile sostare ed usufruire dei servizi dedicati ai diportisti, bagni, docce, lavatrici e asciugatrici, inoltre nelle aree di servizio lungo l’autostrada è possibile il camper service.
Møgeltønder, all’ingresso del paese si trova un area gratuita su erba con annessi servizi igienici.
Ribe, nei pressi del centro storico, parcheggio gratuito su asfalto dedicato ai camper, con servizi e camper service.
Lyngvig Fyr, nel parcheggio gratuito del faro, nessun tipo di servizio.
Bovbjerg Fyr, pernottare su questa scogliera è indimenticabile, con un panorama al tramonto mozzafiato, nessun tipo di servizio.
Skagen, al porto dietro ai ristoranti sul molo, gratuito, con la possibilità di carico acqua, servizi igienici e lavanderia.
Nordsøen Oceanarium, nel parcheggio su asfalto gratuito, nei pressi della biglietteria.

COSA VISITARE
La Danimarca è un paese a misura di bambino, quindi se viaggiate con dei piccoli non avrete nessuna difficoltà ad accontentare tutti, alternando cultura a divertimenti.
Ribe, la città più antica della Danimarca ed uno dei luoghi più rappresentativi della nazione.
La costa occidentale, selvaggia e affascinante, dove poter sostare con il camper nelle immense spiagge carrabili, praticare qualsiasi sport dove il vento è protagonista.
Skagen, la punta della Danimarca dove i due mari si incontrano e si scontrano, e si assiste ad un tramonto indimenticabile.
Aarhus, la seconda città della Danimarca, che sorprende per la sua vitalità, con l’immancabile visita all’ ARoS museum.
Billund, passate una giornata spensierata nel magico mondo dei mattoncini, con il parco Legoland tornate bambini.
INDIRIZZI UTILI
Attraverso il sito ufficiale dell’ente del turismo è possibile avere informazioni aggiornatissime su mostre, manifestazioni, orari, campeggi, insomma tutto quelle che serve per programmare una vacanza nella loro terra, inoltre è possibile richiedere una cartina aggiornata ed una guida, che vi verranno spedite a casa gratuitamente. http://www.visitdenmark.it/

percorso danimarca

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